Vaccino e vaccinazioni

 

VACCINI: VADEMECUM CONTRO LA DISINFORMAZIONE 

La pratica vaccinale è ritenuta uno dei presidi di maggior efficacia nella lotta contro le malattie infettive, avendone controllato (o talvolta eradicato) una gran parte, e quindi avendo condizionato in modo sostanziale la sopravvivenza dell’umanità. Si è soliti dire che, al pari della potabilizzazione dell'acqua e dell'avvento dell'antibiotico-terapia, la vaccinazione abbia cambiato le sorti della specie umana. Il beneficio vaccinale è tanto maggiore, quanto più alta è l’adesione ai programmi organizzati e, pertanto, quanto più efficace, omogeneo e costante nel tempo è il messaggio comunicativo istituzionale indirizzato all’utenza. In Italia, il buon livello di adesione alle vaccinazioni dell'età pediatrica (seppure con talune differenze geografiche) indica la consapevolezza della popolazione nei confronti della immunizzazione e la fiducia riposta nelle Istituzioni. Questo è anche il caso della vaccinazione HPV, in cui il tasso di adesione sul territorio italiano è intorno al 70%.

Tuttavia, negli ultimi anni si è intensificata un’azione destabilizzante ed ingannevole in merito all’efficacia della vaccinazione nel suo complesso, ivi compresa quella contro il papillomavirus. Si tratta di comunicazioni caratterizzate da congetture soggettive ed ipotesi ingannevoli, per lo più sul web, e che mirano a screditare (giungendo a conclusioni approssimative) uno degli strumenti più efficaci nell’ambito della salute pubblica. Riteniamo quindi opportuno inserire, in questa pagina di Primo Piano, la risposta che alcuni operatori della Regione Puglia indirizzano all'utenza (ed ai detrattori della vaccinazione), chiarendo punto per punto (in base alle evidenze scientifiche) le affrettate ed incongruenti ipotesi addebitate ai singoli vaccini e, più in generale, alla pratica vaccinale. Si tratta del “Vademecum contro la disinformazione: le 58 domande che gli antivaccinisti pongono ai centri vaccinali” (scaricabile in formato pdf), ad opera della Prof.ssa Cinzia Germinario e patrocinato dalla Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SitI) e da altre società scientifiche: Società Italiana di Pediatria, Federazione Italiana dei Medici Pediatri, Associazione Culturale Pediatri e dall’Osservatorio Epidemiologico della Regione Puglia. 

 

 

GENERALITA' SUL VACCINO HPV 

Come per nessun’altra patologia a carico della specie umana, la conoscenza scientifica in tema di HPV si è tradotta in così importanti presìdi di prevenzione: il test virale (HPV-DNA test) ed il vaccino di profilassi.

 Dalle prime acquisizioni all’inizio degli anni ‘90 alla messa in pratica dei programmi vaccinali sul territorio passano ben pochi anni.

 Le basi razionali su cui poggia il vaccino HPV sono le seguenti:

  1. Alcuni genotipi di HPV (definiti ad alto-rischio) sono riconosciuti come la causa necessaria del cancro del collo dell’utero, e coinvolti (in varia misura) nella genesi di altri cancri in diverse sedi genitali ed extra: vulva, vagina, ano, pene, orofaringe.
  2. “L’identificazione di un agente infettivo come causa necessaria di una patologia implica che interferire con l’infezione (tramite la vaccinazione) possa prevenire lo sviluppo della patologia” (Doulgas Lowy, 2003)

Nel presente capitolo prenderemo brevemente in considerazione il percorso che ha portato alla messa a punto del vaccino, le indicazioni attuali, le considerazioni sulla sicurezza e tollerabilità, le controindicazioni e precauzioni d'uso, la disamina dei benefici acquisiti e quelli che verranno, i dati aggiornati della vaccinazione organizzata in Italia, il significato della vaccinazione individuale e di quella maschile, ed infine un accenno ai vaccini prossimi venturi.