Ruolo storico del pap-test

Volete avere una idea dell'incidenza di cancro della cervice uterina con e senza screening con pap-test?

Ebbene, guarda questo grafico ed avrai subito l'impatto visivo di quale ruolo protettivo abbia avuto il pap-test nella popolazione britannica, rispetto alle donne brasiliane in un momento storico in cui non c'era alcun screening.43.pngIl tipo di screening che garantisce maggiormente i risultati in termini di prevenzione è quello Organizzato, cioè basato su un registro nazionale della popolazione per assicurare una vasta copertura, prevede sistemi di chiamata e richiamata per assicurarsi la partecipazione del maggior numero di persone target, controlli di qualità, misure per assicurare il follow up dei risultati positivi e che il trattamento sia disponibile per tutti. A partire dagli anni sessanta nei Paesi con maggiori risorse economiche il Pap test iniziava ad essere utilizzato diffusamente all'interno di programmi organizzati a carattere nazionale.Laara E, Lancet 1: 1279; 1987

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Laara E, Lancet 1: 1279; 1987

 L’introduzione di programmi organizzati di screening contro il cervicocarcinoma, utilizzando il  Pap test ha portato alla riduzione dell’incidenza e della mortalità per tale tumore che, di fatto, sono proprio gli obiettivi del programma di prevenzione.

Un'altro tipo di screening è quello Opportunistico, cioè a domanda del singolo individuo e gestito direttamente dal medico. E' evidente che quest'ultima forma di screening mostra diverse anomalie: viene effettuato troppo in chi ha maggiori disponibilità economiche e maggiore cultura e troppo poco nei gruppi meno facoltosi e nelle minoranze, può portare a trattamenti non necessari, non fornisce benefici alla comunità quanto alla singola donna, non è soggetta a verifiche e controlli, non rispetta criteri rigidi di applicazione. 

Lo screening organizzato è generalmente considerato più cost-effective rispetto a quello opportunistico, utilizzando meglio le risorse e assicurando il beneficio ad una platea più ampia di persone.

LO SCREENING PER IL CERVICOCARCINOMA IN ITALIA

Al momento attuale il programma organizzato di screening prevede per le donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni, l'esecuzione del pap-test ogni 3 anni (in caso di negatività del test) e l'invio ad accertamenti di II livello per i casi positivi. Questo intervallo è frutto della consapevolezza che in tale in tal modo, con il pap-test, si ottiene il massimo beneficio con il minimo dei costi e dei successivi accertamenti diagnostici. In altre parole, è poco probabile che nell'intervallo tra un test e l’altro si sviluppi un cancro, e nel contempo il medesimo intervallo è sufficientemente lungo per non intercettare inutili lesioni cervicali che andrebbero incontro a risoluzione spontanea, o cumunque non progredirebbero verso il cancro.

In caso di positività al pap-test la donna è invitata a eseguire una colposcopia: esame che consente la visione ingrandita della cervice uterina, apprezzandone le modificazioni dopo applicazioni di alcuni liquidi (acido acetico e sol.Lugol). In presenza di anomalie colposcopiche si procede quindi al prelievo di una piccola porzione di tessuto (biopsia) da sottoporre all'esame istologico.

L'identificazione della lesione pre-tumorale ed il suo appropriato trattamento consente (con un intervento conservativo) il più delle volte di interrompere il cammino della lesione verso il cancro. Non a caso anche in Italia, come nel resto dei Paesi in cui è stato attuato, lo screening così articolato ha ridotto del 25% circa l’incidenza dei tumori della cervice uterina.