Screening: introduzione

 

Lo screening per il cervicocarcinoma si è rivelato una delle azioni di salute pubblica tra le più efficenti, soprattutto se lo screening è offerto all'interno di un programma organizzato.
L’introduzione di programmi organizzati di screening ha portato alla drastica riduzione dell’incidenza e della mortalità per cervicocarcinoma.

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Anche in Paesi dove già esisteva uno screening opportunistico (cioè su domanda della singola donna) sono stati dimostrati chiari benefici in seguito all’introduzione di programmi organizzati. In Inghilterra e Galles (confronta la figura sopra riprodotta) lo screening contro il cervicocarcinoma è stato introdotto negli anni ’60 ma un programma organizzato è stato introdotto solo nel 1988. Successivamente, come si vede dal grafico, la copertura della popolazione target è aumentata costantemente mentre sia l’incidenza che la mortalità per cervicocarcinoma sono ulteriormente e di molto diminuiti.
Tra il 1988 ed il 1997 si è verificata la riduzione del 42% di incidenza del cervicocarcinoma.
Anche in Italia a seguito all’introduzione dei programmi organizzati si è ottenuto una riduzione dell'incidenza  emortalità del cancro del collo dell'utero..

Bisogna precisare che lo screening non è solo l'applicazione di un test, ma un percorso  che deve prevedere anche gli opportuni approfondimenti. Nella fattispecie, il percorso completo per il cervicocarcinoma è dato dal test (citologia o HPV-test), colposcopia ed eventuale biopsia per l'accertamento istologico. Queste procedure, quindi, mirano all'identificazione delle lesioni pretumorali (CIN2-3), a cui deve seguire l'asportazione (mediante laser, elettrobisturi, o lama fredda). Pertanto, la strategia preventiva del cancro della cervice uterina è sostanzialmente chirurgica, basata cioè sull'asportazione della lesione pretumorale.