Vaccino HPV

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10 ANNI DI  VACCINO HPV: UN BILANCIO MOLTO POSITIVO

 Nel 2007 è partito il programma nazionale di vaccinazione HPV sul territorio italiano e quindi, dopo praticamente 10 anni di attività, è opportuno stilare un bilancio dell'attività preventiva vaccinale. L'occasione è data dal 91° Congresso Nazionale della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia che si è tenuto a Roma nel mese di ottobre.

Proponiamo quindi la presentazione (visibile cliccando SIGO2016) fatta in quell'occasione congressuale dal Dott. Mariani, che mette in luce alcuni degli aspetti più rilevanti dell'efficacia vaccinale, nonchè le prospettive di estensione vaccinale ad altre situazioni (donna adulta, popolazione maschile, vaccinazione post-terapia) e l'imminente arrivo sul mercato del vaccino nonavalente. La visione della presentazione ripercorre in successione le diapositive così come sono state presentate al SIGO, fornendo un'utile spunto di riflessione su questa tematica.  

  

 

CONFERMA DELL'EFFICACIA DEL VACCINO HPV DOPO I PROGRAMMI ORGANIZZATI

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Uno degli aspetti della vaccinazione HPV che destano maggiore interesse nell'utenza è quella relativa ai benefici già ottenuti dai programmi organizzati. In altre parole, ci viene

zione (dati di post-registrazione, attraverso i quali c'è la conferma del beneficio vaccinale).spesso chiesto di fornire dati su come la vaccinazione ha modificato in meglio l'incidenza della patologia legata al papillomavirus.
In effetti, un conto è il risultato in termini di efficacia delle sperimentazioni prima dell'entrata in commercio dei due vaccini (cioè i dati pre-registrazione, attraverso i quali ne è stata regolamentata la messa in commercio), ed un altro conto sono i risultati nella "vita-reale", cioè a seguito dei programmi organizzati di vaccina

E' già a disposizione una notevole mole di dati scientifici che ci indicano l'efficacia della vaccinazione. La verifica della riduzione della patologia da HPV è correlata alla rapidità con la quale, in condizioni pre-vaccinali, si manifesta una determinata malattia. In altre parole, nell'ordine cronologico la condilomatosi ano-genitale (causata quasi esclusivamente dai ceppi 6 ed 11) è la prima a manifestarsi dopo l'infezione (tra 6 e 12 mesi), e quindi è stato il primo obiettivo delle analisi di efficacia post-registrazione. L'Australia è stato il primo Paese, a partire dal 2009, a confermare la drastica riduzione dei condilomi genitali a seguito dei programmi di vaccinazione con vaccino quadrivalente. Nell'arco degli ultimi 5 anni sono stati condotti numerosi e diversificati studi nell'area australiana (Fairley CK 200, Donovan B 2011, Read TR 2011, Ali H 2013), ed il risultato complessivo è che al momento è descritta una contrazione di oltre il 90% di questa patologia. I benefici della vaccinazione non sono stati solo a carico delle coorti vaccinate (femmine di 12 anni d'età), ma è stato dimostrato anche un effetto protettivo sui maschi coetanei eterosessuali (-40%), segno questo del cosiddetto herd-effect. In altre parole, la protezione post-vaccinale delle giovani ragazze si trasferiva anche sui loro partner, proteggendoli a loro volta dalla medesima patologia. Risultati analoghi sono stati ottenuti in altri Paesi (purché con un'alta percentuale di adesione vaccinale), come in Danimarca, dove la condilomatosi viene definita come "virtualmente eliminata" dagli Autori dello studio (Baandrup L 2013, Blomberg M 2013). Oppure dati simili sono stati pubblicati in Svezia (Leval A 2012) o in Germania (Mikolajczyk R 2013). Analogamente, anche in Belgio (G. Dominiak-Felden 2015) viene descritta un'importante riduzione dei condilomi nelle giovani vaccinate (-72%), e di nuovo con un effetto protettivo sui maschi coetanei (-51%).

In ultima analisi, la vaccinazione con vaccino quadrivalente (l'unico al momento a proteggere contro i tipi di HPV 6 ed 11) ha dimostrato di essere ovunque altamente protettivo contro la patologia condilomatosa, purché in funzione della copertura vaccinale (Mariani 2015).

Altre conferme dell'efficacia vaccinale emergono dai dati relativi alla prevalenza di infezione (limitatamente ai genotipi vaccinali): cioè quanto si è ridotta l'infezione dai ceppi per cui i vaccini dichiarano la protezione. Ebbene, anche qui si è riscontrato, a seguito dei programmi organizzati nazionali di vaccinazione con entrambi i vaccini (bivalente e quadrivalente), una netta riduzione rispetto a quanto verificato in epoca pre-vaccinale: dal -64% dell'USA, al -66% dell'Inghilterra al -82% dell'Australia.

Infine, altri dati di conferma arrivano in merito alla diminuzione delle lesioni pre-tumorali della cervice uterina: CIN2 e CIN3. Anche per questo obiettivo, il netto miglioramento rispetto all'epoca pre-vaccinale è dimostrato in Danimarca (sino a -80%), USA -47%, Scozia sino a '55%.

Insomma, quanto emerge dai numerosi studi di verifica post-marketing (anche se sono necessarie ulteriori verifiche a lungo-termine) è evidente l'elevata efficacia dei vaccini contro la patologia HPV-correlata. E' evidente che, per raggiungere l'obiettivo principale, cioè la riduzione del cancro del collo dell'utero (e degli altri cancri associati a questo virus) sarà necessario attendere molti anni ancora, in virtù della lunga storia naturale (pluri-decennale) della genesi tumorale HPV-correlata. Ma dopo 9 anni dall'inizio delle campagne di vaccinazione i risultati sono decisamente incoraggianti.

  

   

VACCINAZIONE HPV: UNA GUIDA PER I GENITORI

10 buoni motivi per vaccinare i propri figli 

1- perché la produ40.pngzione anticorpale (cioè la condizione che determina un'alta protezione) e' maggiore nell'adolescenza che in età più avanzata.

2- la protezione vaccinale e' decisamente più elevata quando si somministra il vaccino prima del primo rapporto sessuale e cioè prima di essere entrati in contatto con il virus.

3- il rischio di venire in contatto col virus e' molto alto: 80% nell'arco della vita. Il vaccino contribuisce a ridurre drasticamente questa percentuale

4- nella stragrande maggioranza dei casi le persone infette, di entrambi i sessi, non manifestano alcun sintomo e trasmettono il virus senza saperlo

5- il tasso di trasmissione del virus e' estremamente elevato, anche quando si hanno rapporti non penetrativi (cioè per semplice contatto cute-a-cute)

6- l'infezione può rimanere in uno stato di latenza per anni, e riattivarsi anche alcuni decenni dopo.

7- entrambi i vaccini attualmente in commercio sono stati testati su migliaia di persone, e hanno dimostrato di essere ben tollerati e senza importanti e seri effetti collaterali.

8- entrambi i vaccini proteggono contro i due tipi virali che più frequentemente sono associati al cancro (HPV 16 e HPV 18); uno dei vaccini (il quadrivalente) protegge anche dai tipi virali che determinano i condilomi genitali (HPV 6 e HPV 11).

9- l'efficacia vaccinale, per entrambi i vaccini, e' stata dimostrata essere molto alta (tra l'80 e il 90%) e il numero di dosi attualmente somministrate (oltre 180 milioni in tutto il mondo) indicano la sicurezza del preparato.

10- la protezione dall'infezione da HPV e quindi dalle numerose conseguenze patologiche legate a questa infezione (condilomi genitali, papillomatosi respiratoria ricorrente, lesioni pre-tumorali e cancro di: cervice uterina,  vulva e vagina, ano, pene, parte dell'oro faringe) orientano verso una protezione universale, cioè nei confronti sia della femmina, che del maschio.

 

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